Trekking Per la Vita

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Giordana mi ha chiesto di darle una mano a vendere i biglietti della lotteria per la vita, che l’associazione Oasi dell’accoglienza fa come raccolta fondi. L’associazione ha come scopo quella di dare accoglienza gratuita ai bambini che necessitano di cure mediche. Il giorno di Santo stefano, dopo l’escursione di Monte Giano, io e Giordana siamo andati a prendere Ibrahim, uno di questi bambini e insieme a mia figlia Arianna siamo andati a fare un giro nelle nostre colline e poi a mangiare un gelato.

Abbiamo ideato il Trekking per la Vita, cioè l’escursione era gratuita, ma per partecipare occorreva comperare dei biglietti per la lotteria! ringrazio subito tutti coloro che  hanno partecipato e dimostrato interesse per questa questione.

Siamo partiti da Tanella, lungo la strada che collega Pianello a Cerreto, per salire sulla costa della Mandraccia, ammirando così il fosso Pian dell’acqua dall’alto (vedi foto satellitare del percorso). Dopo l’attraversamento dei bellissimi pratoni abbiamo raggiunto via Strata passando così sull’altro versante del fosso per scendere verso Cerreto! si il giro lo avrei chiamato, se non fosse stato per la lotteria, l’anello alto di Pian dell’Acqua!

Vista satellitare del Fosso Pian dell’acqua con la traccia della nostra escursione

La giornata è stata buona, un fuori sentiero che abbiamo fatto per andare a mangiarci il panino, ci ha permesso di ammirare la cascata di Pian dell’acqua da lontano, per vederla da vicino è necessario fare un itinerario diverso ed entrare dentro il fosso. La vista da lontano della cascata è stata davvero bella! Mentre camminiamo ad un certo punto Danilo si avvicina e mi dice che avremmo potuto anche andare a vedere la cascata del fosso Campo d’Aio, così mappa alla mano ci dirigiamo verso ovest, quando incontriamo due donne e due cani! come si usa in montagna ci salutiamo, Daniela con la figlia Claudia vivono a Cerreto! Subito mi si accende la lampadina, perché come ho scritto anche nella sezione chi siamo la conoscenza non è solo quella scritta nei libri, l’incontro con le persone del posto lo considero sempre un grande arricchimento. Daniela e Claudia si sono offerte di accompagnarci alla cascata, così abbiamo fatto una bella chiacchierata, abbiamo parlato dei sentieri di quella zona del monte Nerone, avvistando possibili prossime salite, ma abbiamo anche parlato della loro storia di vita a Cerreto! si è creata una bella atmosfera, tant’è che hanno deciso di allungare il loro giro fino ad accompagnarci alle auto. Il nostro giro, come scritto sopra dal punto di vista naturalistico aveva lo scopo di andare a vedere uno dei principali fossi che gonfia il Torrente Giordano, il quale insieme al Certano presso Pianello di Cagli da origine al Torrente Bosso che a sua volta, lo abbiamo detto in escursione…

Giunti a Cerreto, ci siamo fermati a fare due chiacchiere con le nostre amiche autoctone, Daniela ci ha più volte menzionato delle frazioni come Caifava, Piandonnico nomi che non riconoscevo per quanto mi suonavano famigliari! Mi sfuggiva la collocazione di quei posti eppure in quelle zone ci sono stato diverse volte, quando le chiedo dove si trovassero quei paesi scopro che sono le “frazioni” di Cerreto! Il bello di questo paese è che si sviluppa a gradoni lungo il pendio, ma ignoravo che ogni gruppo di case avesse un nome a se! Eccovi le frazioni che Daniela mi ha gentilmente scritto: Partendo dal basso, dalla stradina che parte dalla chiesa San Michele Arcangelo troviamo Piandonnico, Salendo abbiamo: Caiterzi, Calfava, Costaciaia, Il Concello, Caimarani ed in fine Il Castello.  “Cerca Cerreto e Cerreto non c’è n’velle” così diceva la canzone dei vecchi, aggiunge Daniela. Con questa frase potrei chiudere l’articolo.

Ultima chicca dell’escursione era la visita alla piccola chiesa di San Michele Arcangelo, nel suo blog La Valle del Metauro il Prof. Poggiani scrive: “una prima memoria documentale concernente la chiesa risale al 1203.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Successivamente è annoverata negli elenchi di chiese cagliesi del 1299 e 1339. Rettori della chiesa furono in antico gli abbati della vicina badia di San Pietro di Massa”, aggiungo che merita una visita per la sua importanza storica, ci andremo di sicuro quando saremo di nuovo in queste zone. Continua il Prof. Poggiani: ” Tutta la struttura, in conci di pietra bianca, conserva inalterati i caratteri dell’impianto risalente al XIII secolo.
L’interno ad aula unica, con pavimento in cotto interrotto in più punti da lastre tombali, presenta un interessante ciclo di affreschi che in antico si dispiegava lungo le quattro pareti. Gli affreschi, scoperti di recente, sono di autori ignoti in parte attardati su posizioni della prima metà del XV secolo. Tra le figure effigiate al naturale sono un San Sebastiano datato 1473 e un San Francesco recante dipinta la data 1496″. La cosa curiosa è che quando eravamo ad ammirare la chiesa il cielo si è aperto ed il sole ci ha illuminati e scaldati.

Ma dopo tanta cultura e spirito siamo andati a bere e mangiare dal Baffone, siamo stati bene, una giornata da segnare nel calendario!

E la lotteria? chi sarà il fortunato vincitore di uno dei fantastici premi?

GANA