Trekking del Gran Sasso

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Sono stato da poco sul Gran Sasso, con il corso di alpinismo base (A1) tenuto dalla scuola sibilla, un bellissimo fine settimana in cui abbiamo messo in pratica tutte le tecniche apprese nei mesi precedenti (progressione con ramponi e picozza, basi di arrampicata, calate in corda doppia) ma di questo semmai ne parlerò in un altro articolo. Siccome per fine corso (A1) è prevista l’uscita sul ghiacciaio a 4000 m, decido di tornare sul Gran Sasso per fare un po’ di acclimatamento. Sia perché da solo, intendo dire senza persone esperte, non sarei in grado di fare delle vie alpinistiche sia perché desidero tornare con la Gio’ e gli amici migliori a fare delle belle escursioni, organizzo il weekend! Avviso gli amici che ritengo possano fare un giro impegnativo, prenoto con un po’ di anticipo al rifugio Franchetti, sono già stato quindi ho ben in testa dove possiamo andare, studio il giro, prendo informazioni e mi consulto con Luca Mezzoleni.  Alla fine saremo io, Giordana, Danilo, Matteo (Trotto), Giacomo (che si è aggiunto all’ultimo giorno), Simone, Barbara e due amici di Trotto: Matteo (Mazzo) e la compagna Michela.

Lasciamo una macchina a Prati di Tivo, perché probabilmente il secondo giorno arriveremo li, proseguiamo poi fino Arapietra, ci prepariamo ed iniziamo il nostro trekking, prendiamo il sentiero 103 che ci porta fino alla madonnina, dove faremo la prima vera pausa rigenerativa. Passata la madonnina, il percorso inizia a farsi più impervio con pendenze maggiori ma molto suggestivo, con alcuni passaggi su roccia con corde in metallo utili per tenersi quando la neve rende il percorso più impegnativo. Riusciamo ad arrivare al Franchetti intorno le 15.30, dopo una doverosa pausa, parlando con Luca Mezzoleni decidiamo di non raggiungere la vetta del Corno Grande come da idea originale, sia perché avremmo fatto tardi per la cena che per il fatto che ci conveniva andare il giorno dopo, visto che volevamo fare la Val Maone. Quindi ci ha consigliato di procedere per la normale fino alla vetta del Corno Piccolo. Dico subito che è stato bellissimo! siamo partiti dal rifugio pensando di fare una passeggiata (circa 200 metri di dislivello) ma è stata davvero impegnativa, il percorso che dalla sella dei due corni scende verso l’imbocco della normale non è un comodo sentiero ma si cammina tra sfasciumi e ghiaione, inoltre la via normale, è si normale ma presenta passaggi di II/III grado, se non fosse stato per il corso A1 non sarei stato in grado di affrontarla! Ma grazie alle lezioni di Claudio Ruffini, Massimo Cingolani e gli altri istruttori ho affrontato la via con serenità, indicando anche ai pochi amici che mi hanno seguito nei passaggi più impegnativi, come mettere piedi e mani. Mi sono divertito tantissimo in questi passaggi, è stato meraviglioso affrontare piccoli tratti in arrampicata e disarrampicata.

Il panorama è spettacolare, verso est si ha una veduta fino al mare Adriatico, verso sud-ovest si vede tutto il panorama montuoso che circoscrive la zona dell’Aquila, a nord si ammira il lago di Campotosto e la zona di Amatrice.

Al rifugio abbiamo il tempo di sistemarci nella camerata e rinfrescarci e reidratarci con una birra prima della cena, abbiamo mangiato una buona zuppa calda di funghi e castagne, salsicce e purè.

Siamo a 2433msl, dopo il tramonto il freddo inizia a farsi sentire, sfoderiamo le giacche a vento e i gusci per andare nel balcone più bello dell’appennino, la serata scorre allegra chiacchieriamo con altri escursionisti ed alpinisti che allietano la serata con del buon distillato alla genziana. Conosciamo alcuni ragazzi del CAI di Isola che sono amici di Roberto Annibalini, il nostro amico, esperto escursionista ed accompagnatore, del CAI di Pesaro, Roberto l’ho conosciuto perché era l’organizzatore del corso di escursionismo base E1 che ho fatto nel 2015 ed è stato lui a suggerirmi il corso A1 quando gli ho chiesto cosa avessi potuto fare per imparare altre cose riguardo la montagna!

Al mattino la sveglia suona presto quindi ci ritiriamo in fretta tutti insieme nelle nostre cuccette, ma non manca una mezz’ora goliardica …

Dopo una buona colazione infiliamo tutti gli zaini in spalla, l’aria è fresca e il cielo sembra abbastanza aperto rispetto a quello che le previsioni meteorologiche suggerivano. Così iniziamo il nostro percorso verso la vetta del Corno Grande, arrivati sulla sella dei due corni questa volta ci dirigiamo verso sinistra.

Il percorso è ciottoloso e abbastanza pendente, spesso è meglio camminare sulla roccia che non nel sentiero a fianco, facciamo il bellissimo passo del cannone e seguendo i bolli bianco/rossi proseguiamo verso la vetta. Mazzo e Michela preferiscono fermarsi sotto, vista la stanchezza e l’ambiente in cui non si trovavano propriamente a loro agio. Danilo avanza, io da sotto gli suggerisco dove andare, visto che ci sono a volte dei dubbi di orientamento, tutti uniti arriviamo con un po’ di fatica finalmente alla vetta del Corno Grande.

Sul Corno Grande riusciamo a immortalare con qualche foto il momento, ci rifocilliamo con un po’ di frutta fresca e una barretta, facciamo le solite ma sempre inevitabili considerazioni sulla meraviglia del posto, ammiriamo in particolare il bivacco Bafile e dopo una breve pausa cominciamo a scendere.

La vista sul ghiacciaio del calderone ci fa soffermare un ultimo momento, ma un bel nuvolone grigio si accinge a coprire il Corno Grande, passano solo pochi minuti prima che inizi a piovere, ma no che dico a piovere, a grandinare! Per fortuna siamo già scesi dalla vetta, anche la discesa nelle rocce non è facilissima, dopo qualche incertezza ci compattiamo tutti e decidiamo di proseguire verso la Val Maone, come era in programma. Per andare in direzione rifugio Duca degli Abruzzi dobbiamo attraversare il ghiaione del Brecciano, alcuni amici li ho visti in difficoltà! Ma è andato tutto bene. Si cammina, continua a cadere qualche goccia, arriviamo quindi al Rifugio Garibaldi! Dove i gestori ci preparano un buon caffè, facciamo quattro chiacchiere e un tizio molto gentilmente ci indica la strada, o meglio il sentiero 101, che dobbiamo fare per prendere la Val Maone. Non che da soli avessimo delle difficoltà ma è sempre bello vedere che ci sono escursionisti disponibili, il signore ci ha anche accompagnati per qualche metro, per farci vedere dove dovevamo passare. Poi è sempre utile ascoltare i consigli di chi conosce il posto. Procediamo attraverso il sentiero 102 che ci porterà a Prati di Tivo, La valle è bellissima, anche se le condizioni meteo non sono ottimali. Finito il giro non ci facciamo ovviamente mancare una bella mangiata di arrosticini.

Sono stati due giorni stupendi, il Gran Sasso è meraviglioso, e già sono in programma altre escursioni in quel territorio.

GANA & Trotto