Salita alla cima del 150° e discesa dalle Rocche

Condividi

Di sicuro è stata una vera avventurosa, l’escursione di domenica…

La relazione mi è capitata sotto mano mesi fa, cercando le vie di arrampicata della nostra provincia (PU). Quando, tra le tante, leggo di questa salita: EE, passaggi di facile arrampicata, creste ecc, mi viene subito voglia di andarla a fare. Domenica 17 febbraio, il compleanno della Gio, decidiamo all’ultimo di fare un Trek (l’ho scampata bella! rischiavo di andare a Bologna per mostre) da qualche parte nel mio cervello c’era la salita alla cima del 150°… così, all’ultimo, avviso gli amici a cui piacciono queste uscite… insieme a Stefano (uno dei migliori pizzaioli e non solo) e Michela (per gli amici Putin) partiamo!

Ho letto più volte la relazione, ovviamente l’abbiamo stampata e ogni tanto ci fermavamo a leggerla. Il percorso è ben segnato dagli ometti anche se non c’è segnaletica verticale, il GPS può essere di aiuto, ma a causa della pareti rocciose, non ci si può affidare in quanto le false tracce sono frequenti, tuttavia l’orientamento è abbastanza intuitivo, per chi è abituato a leggere la montagna. Ci sono alcuni punti molto esposti che non permettono errori! Abbiamo avuto pochi momenti di incertezza, segnalo un punto critico sotto la parete rocciosa per salire nella cresta che porta prima all’anticima e poi alla cima del 150°. Io ho arrampicato in un punto, non difficile, ma piuttosto esposto! bisogna guardare bene, come ha fatto Stefano, circa un metro prima, davanti ad un albero c’è un passaggio molto più agevole. Ma direi che la salita, molto divertente e spettacolare, non presenta particolari problemi, sempre per chi abituato ad un minimo di arrampicata. In vetta abbiamo fatto la nostra pausa pranzo, per poi proseguire come da relazione, che potete leggere qui, verso la cresta che conduce alle Rocche! finalmente si cammina su facile terreno che ci permette di rilassarci un po’, ma sapevo che sarebbe durata poco. Il passaggio più impegnativo e pericoloso (a mio avviso va evitato) è la discesa dalle rocche! un ometto, dopo trenta metri che si percorre la cresta (vedi relazione), segnala la discesa nel ripido pendio (canalone) del versante ovest. Ci sono punti con pendenza anche sopra al 50%, non ci sono alberi e c’è il falasco, quindi un eventuale scivolata non perdona! Siamo riusciti a scendere fino a dove di nuovo è necessario appoggiare le mani su delle rocce, per poi arrivare al sentiero attrezzato che porta sul candigliano!

Che dire la gita è molto appagante, se si vuole fare una cosa, tra l’escursionismo e l’alpinismo! va però valutato ogni passo, meglio andare con qualcuno che sappia muoversi in quel tipo di ambiente, portarsi uno spezzone di corda, qualche cordino e moschettone, ribadisco il fatto che la discesa dalle Rocche è meglio non affrontarla, se proprio si vuole (perché il giro in questo modo è completo) a mio parere è bene inventarsi qualche cosa per proteggersi, ci sono delle rocce sulla sinistra dove la pendenza è maggiore, ma si può mettere una corda, anzi mentre scrivo mi viene in mente che si potrebbe mettere una corda fissa! magari quando mi capita ne parlo con chi ha aperto il percorso…

GANA