Il sentiero di San Nicola e la Valmanente

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A Pesaro, nostra amata città si è da poco conclusa la fiera di San Nicola, detta così perché ha inizio il 10 di settembre ossia il giorno di San Nicola. La fiera ha origini molto antiche, nasce per la vendita delle merci e del bestiame, ed è l’unica rimasta delle tante fiere che nei secoli passati si svolgevano a Pesaro, per saperne di più leggete qui. Il culto di San Nicola da Tolentino a Pesaro risale al 1258…..

Il monastero ha origine nel 1238 quando la collina di Valmanente (scopriremo nelle prossime righe l’origine di questo strano e misterioso nome), con la vigna, i boschi e la terra, fu data in donazione da Bernardo Ugolini di Berardo di Pesaro al frate Clodio, priore degli Eremiti Brettinesi già presenti sul territorio con un piccolo romitorio, dell’eremo di Brettino, altra storia incredibile del nostro territorio, ne abbiamo parlato qui. La rilevanza storica e religiosa di questo luogo, così come il suo nome deriva dal fatto che, come si può evincere da una relazione capitolare redatta dal Padre Agostiniano, musicologo, Ludovico Zacconi, vi soggiornò dal 1257 al 1267 lo straordinario taumaturgo San Nicola da Tolentino ( San Nicola era noto per essere in collegamento con i defunti, proprio nel monastero pesarese ebbe l’esperienza delle anime purganti, era poi anche esorcista). Il monastero antecedentemente era chiamato “Santa Maria di Sajano” per la piccola chiesetta esistente dedicata alla Vergine. L’eremo fu soppresso nel 1652 per mancanza di religiosi, in seguito nel 1880 fu acquistato dal conte Oliva, affinché non fosse requisito dallo Stato, e lo restituì agli Agostiniani. Fu poi adibito a scuola di noviziato tra il 1929 e il 1931 e fu sempre tenuto aperto, ad eccezione del periodo bellico, per le esigenze della Provincia Agostiniana. Completamente ristrutturato negli anni novanta del Novecento fu adibito a struttura alberghiera. Del convento si conservano vari ambienti con copertura a volte e a ombrello, varie tele, provenienti con ogni probabilità dall’originaria cappella esterna, abbattuta in seguito alla costruzione della nuova chiesa e rappresentanti il nucleo originario del complesso stesso di Valmanente, oltre ai Miracoli di san Nicola. Ma veniamo a noi, ossia veniamo all’aspetto escursionistico/naturalistico, veniamo a ciò che fa tremare il sangue nelle vene… di fatto quando parliamo della collina di Valmanente parliamo di quello che noi pesaresi amanti dei sentieri, che percorriamo a piedi oppure in mountain bike, chiamiamo sentiero San Nicola, quel bellissimo sentiero che collega Trebbiantico a Muraglia! o meglio parliamo della valle compresa tra il sentiero e la strada di San Nicola (oggi chiusa al traffico, in uno stato di abbandono). Valmanente allora perché questo nome  che viene dritto dal medioevo? ciò che sto per dirvi appena l’ho letto mi ha lasciato meravigliato! senza fiato, percorrere quel sentiero per me non sarà più la stessa cosa, così come non lo sarà più per un lettore attento ed appassionato della conoscenza del territorio, non solo andandoci ma anche sapendo di più della sua storia. Se la selva da un punto di vista botanico è caratterizzata da castagni e da molte specie rare, dal punto di vista geologico è caratterizzata da sabbie. Nel medioevo era un territorio estremamente paludoso e il nome Val-manente incuteva timore. Il Concetti, sulla base di antichi testi storici, riferisce che intorno al 1200, una palude tendeva ai passanti agguati mortali; in quel luogo vi erano vaste distese di sabbie mobili dove più volte qualcuno periva. Nei libri dei morti, presso l’antico eremo, l’amanuense trascriveva le circostanze dei decessi che avvenivano in palude, in fogli con il titolo: Manentes in vagis arenis, (rimasto, deceduto, nelle sabbie mobili) donde il nome di val-manente ossia la valle dei morti. Ora ditemi voi se venire a conoscenza del fatto che quella zona era una zona in cui c’erano le sabbie mobili e diverse persone vi morivano non è una cosa che fa tremare il sangue nelle vene!

GANA