Il corno Grande per la direttissima, con visita al bafile

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Sono giorni caldi questi, non tanto per le temperature estive ma per quanto è successo nel Pollino, precisamente nella forra del Raganello, purtroppo sono morte 10 persone. Subito sono comparsi articoli (c’è un esposto per omicidio colposo), uno da parte delle guide alpine dove dicono che solo loro hanno le competenze per accompagnare in ambienti severi, sia chiaro non è in discussione la loro seria ed eccellente formazione! ma in Italia c’è molta confusione su chi sono le guide e cosa possono fare, speriamo che esca una legge che definisca i confini e le competenze una volta per tutte. La risposta da parte delle guide canyon non si è fatta aspettare, visto che le forre sono ambito loro più che delle GA. Non voglio addentrarmi in questa disputa, che però ci riguarda tutti! innanzi tutto ci riguarda saper valutare le condizioni e decidere se andare o non andare e come fare un’eventuale gita, anche escursionistica! od eventualmente ci riguarda saper scegliere la guida che ci condurrà in un determinato ambiente. E ricordo che se abbiamo annullato un’uscita o cambiato un percorso e va tutto bene non dobbiamo pensare potevamo anche…ma dobbiamo essere felici che è andato tutto bene! perché a volte (come questa) le cose non vanno così, e come tutti gli eventi drammatici ora sono su tutti i giornali, ma chi leggerà questo articolo tra qualche mese si ricorderà appena della tragedia del Pollino, ma la sicurezza rimane sempre al primo posto. Per una comprensione migliore sui vari tipi di guide rimando all’articolo scritto dall’amico Roberto Locatelli, forse lo avete visto in TV in questi giorni, chi è la guida?

Io come GAE porto i gruppi in ambiente assolutamente escursionistico, come ben sapete, poi con persone più esperte di me mi aggrego ad uscite di tipo alpinistico, ho anche fatto dei corsi di alpinismo con le scuole CAI e ne farò ancora. In amicizia, cioè senza che io od un altro ci mettiamo nel ruolo di guida, ma con chi ha fatto dei corsi, oppure ha esperienza di pari (basso) livello facciamo qualche cosa di più “tecnico”  come tante persone fanno. Però se dovesse succedere una tragedia sappiamo che le cose si potrebbero trasformare, ecco perché queste uscite vengono proposte solo a chi fa già certe cose e si organizzano a rotazione! Tengo a sottolineare nell’interesse non solo mia ma di tutta la categoria delle guide escursionistiche, in particolare se iscritte all’AIGAE, che io conduco solo ed esclusivamente in percorsi di tipo escursionistico. Quest’anno ho pensato io ad organizzare un’uscita più “tecnica” in amicizia, mi auguro che qualcun altro organizzi qualche cosa di simile il prossimo anno, io ho pensato ed organizzato la seguente uscita.

Siamo partiti la domenica verso le 16.30 per raggiungere l’ostello lo zio a campo imperatore, gentilmente ci hanno fatto dormire con i materassini nell’aera divani, visto che era tutto pieno. Così dopo l’ottima cena, a prezzo davvero conveniente, siamo andati a dormire. Sveglia alle 5 e partenza alle 6… si cammina con la prima luce del giorno, uno spettacolo, si sale rompendo il fiato fino all’attacco della ferrata che porta al bafile, come da programma la prima meta. E’ un lunedì (non a caso) quindi incontriamo poche persone, e in tutta serenità avanziamo lungo il percorso che è davvero molto bello. Una ferrata per chi comincia ideale vista la sua semplicità e bellezza allo stesso tempo. Tornati indietro, valutiamo se rientrare, visto che le previsioni non erano delle migliori e cominciava ad essere coperto. Però il barometro, il controllo del meteo al momento e l’osservazione del cielo ci hanno convinti che potevamo affrontare anche la direttissima, arrivare in vetta e scendere per la normale, anche se ci sarebbe piaciuta la via delle creste. Cosa dire ci siamo divertiti tantissimo, tutti elettrizzati in quei passaggi di I e II grado, il piacere di andare non solo con i piedi ma anche con le mani…

Un giro davvero bello, certamente impegnativo ma tecnicamente affrontabile da chi ha come noi un minimo di esperienza di arrampicata.

Non sono mancati gli arrosticini a Fonte Cerreto prima di rientrare a casa.