Dal Castello di Cerasa alla Grotta di San Paterniano

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L’idea era di fare una camminata per andare ad esplorare la campagna della bassa val metauro, tra Cerasa e San Costanzo. Cerasa mi ha sempre affascinato, questo piccolo borghetto racchiuso tra le mura, spesso in bici ci passo, ci sono stato anche ad uno spettacolo, ma non l’ho mai pienamente vissuta, neanche questa volta. Quelle campagne in cui l’occhio sembra non trovare la sua fine le ammiro da sempre, ho sempre visto le indicazioni per la grotta di San Paterniano, ho leggiucchiato qualche cosa, ma è sempre rimasto lì in un angolo del mio cervello. Parto per la camminata verso le 10, perché prima mi sono fermato a San Costanzo, o meglio al forno di San Costanzo, e ho approfittato per andare al comune a chiedere materiale informativo.

Valle verso il metauro

Lascio l’auto nel parcheggio in via Rosario, poco prima del paese di Cerasa, da li comincio la mia camminata dapprima lungo una strada bianca, faccio due chiacchiere con una signora che dava da mangiare ai gatti, un cane poco dopo mi viene incontro abbaiando, faccio anche due parole col padrone del cane. Ora il percorso si fa più campestre, scendo in una valle che ben presto mi porta ad un primo rustico abbandonato. Cammino in direzione della Grotta di San Paterniano, dopo qualche salita e 3km mi ritrovo davanti l’agriturismo la grotta, nel GPS vedo che devo costeggiarlo e andare verso destra, quando una signora da dentro il ristorante, mi chiede cosa cercassi! rispondo dicendole che stavo camminando e (pensando ad una camminata con cena o pranzo) mi informo sugli orari, la signora risponde gentilmente e mi invita ad entrare per offrirmi qualche cosa.

Grotta di San Paterniano

Bevo un caffè e le dico che vado alla grotta, ero convinto che si accedeva da fuori al contrario la grotta è privata e si accede da dentro l’agriturismo, molto gentilmente me la fa visitare, appena entro mi accordo della temperatura costante e fresca, facciamo due parole sulla grotta, e di come andrebbe restaurata ma i beni culturali dicono che non hanno soldi per questi piccole cose, “piccole” ripeto io pensando che che risale almeno al 300. La grotta ha una forma a T (il braccio principale è lungo 18m l’altro 15) come si può notare dalla figura hala volta a botte, è larga 2 metri alta 3. Molti storici fanesi hanno scritto su questo sotterraneo, lo storico  Vincenzo Nolfi nel suo scritto nel 1641 afferma che San Paterniano si rifugiò per scappare da Diocleziano in una selva sull’argine destro del Metauro solo nel 1853 alcuni studiosi fanno cenno alla grotta nel monte sant’Angelo come rifugio del Santo dalle persecuzioni di Diocleziano, però ciò fu desunto da scritte che oggi non sono più visibili. Altri autori ritengono che non fosse una catacomba ma un antico magazzino di cereali Quest’ultima teoria è la più accredita oggi. Ceto è che in quella zona di resti umani se non sono trovati ma qui il discorso si allarga alla battaglia del Metauro, rimando quindi a siti o testi più autorevoli. Dopo i saluti con la signora riprendo la mia strada, e ben presto arrivo ad un’azienda agricola, saluto un signore dicendo che vado a fare una camminata, mi dice che il sentiero va verso il fiume (in effetti andavo a costeggiare il Metauro) e dopo due parole mi dice che la campagna è bella, ma loro il grano lo vendono a 17 e gli costa 21, così non si può andare avanti, dice che sono tutti uguali ma non sono tutti uguali, Craxi e Andreotti almeno…

Proseguo fino al fiume, una piccola deviaziome per dagli un occhio e riprendo la bellissima strada bianca

La strada che dal metauro va in direzione Cerasa

dopo poco ho due possibilità: rimanere sulla strada oppure andare verso un sentiero che costeggia il Metauro! qui inizia la parte avventurosa, scelgo di andare verso il fiume, ma il sentiero era impraticabile, così decido di ritornare verso la strada salendo per il pendio, dopo una mezz’ora di ricerca trovo un posto molto ripido ma meno sporco,  sotto dei grossi massi di arenaria

massi di arenaria e terra, visibili dalla strada presso Bellocchi

comincia la mia risalita risalgo quel pendio che molte volte da lontano ho ammirato breve ma non facilissima viste le condizioni del posto arrivato finalmente in cima ma mi accorgo che non c’è subito la strada, ma un bellissimo campo! però è fatta, devo solo proseguire al bordo.

beeeeeeee

Ripresa la strada, che avrei potuto tenere tranquillamente, vedo delle bellissime pecore.

Per fortuna erano all’interno del recinto,

difatti c’erano anche due maremmani e comunque vengo avvicinato ancora da un cane, ma se ne va tranquillo, in fondo alla strada giro a sinistra per tornare alla valle di partenza e vengo avvicinato ancora una volta da un cane, che era dentro una casa ma con cancello aperto! passo per un campo e presto mi ritrovo davanti al promo rustico, così risalgo e chiudo il giro. Decido di andare a mangiare la pizza nella piazza di Cerasa

Piazza di Cerasa

peccato che non mi sono preso una birra, però mangiare in quell’angolo pensando ai suoi pochi

Scultura nella piazza di Cerasa

abitanti, seduto nella panchina con la faccia al sole…ho passato una mattinata davvero piacevole. E non che fosse la prima volta, ma quando ho incontrato quelle persone e ho scambiato due parole, anche se veloci, anche se è vero che è facile essere bravi con chi non conosci e vedi per due minuti, ho pensato per me questa è la vita.