Dal monte Canin al Parco del Kamenjak

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E’ tempo di vacanze! montagna o mare?

Ci era piaciuto molto nel 2015 girare il nord della costa ovest dell’Istria in bicicletta, la voglia di tornarci e fare un po’ di cicloturismo era tanta, poi ci piaceva vedere Lubiana ma di rinunciare alle Alpi non mi andava giù. Apro google, Open Street Maps e comincio a guardare quali monti si trovavano verso Nord-Est, ovviamente le Alpi Giulie, comincio a calcolare i tempi degli spostamenti e mi oriento verso il Monte Canin, chiedo consiglio nel gruppo italiano delle Guide Escursionistiche e molto gentilmente un ragazzo di Grado mi indica un percorso bello e abbastanza impegnativo, lo dico subito uno spettacolo! Come sarà uno spettacolo tutto il resto.

Parte prima: il Monte Canin

Partiamo lunedì 21 Agosto per Sella Nevea dove avevamo prenotato una doppia al Rifugio Divisione Giulia. Lungo la strada, qualche km prima di arrivare a Sella diamo un passaggio ad un ragazzo, un triestino che ovviamente conosce molto bene i posti, facciamo quattro chiacchiere, è gentile, giovane, un po’ spavaldo, parliamo dei percorsi della zona, e dei recenti brutti episodi accaduti in montagna. Arriviamo presso il rifugio, è pomeriggio ci scappa una passeggiata attorno al lago del Predil, semplice ma non poteva mancare, perché molto bello! Ripartiamo per andare a visitare la Malga Montasio, dalle foto mi sembrava interessante, difatti rimaniamo a bocca aperta dalla bellezza del posto, i prati ed i monti del Montasio si alzano con le pareti rocciose lí davanti a noi, in un silenzio ed una pace che rimanda ad un tempo dimenticato. Compriamo ricotta e speck, mangiamo un ottimo dolce e prenotiamo per tornarci a cena la sera dopo.

Il secondo giorno ci alziamo, facciamo colazione, riempiamo le borracce alla fontana fuori dal rifugio dove facciamo due chiacchiere con una ragazza francese che aveva passato la notte in tenda e si parte. Si cammina prendendo il sentiero 645a, per Escursionisti Esperti, in effetti attraversa un bellissimo bosco, ma presto ci sono dei passaggi con cavi in acciaio, e scalette di legno. Il Canin è interessante per via del carsismo, difatti parte di questo giro è incluso nel percorso geologico. In origine era un ghiacciaio, per questa ragione l’azione del ghiaccio ha lavorato la roccia, in più è ricco di grotte, doline, fessure come potrete vedere dalle foto! Dopo qualche ora di cammino e quasi 1000 m di dislivello arriviamo al bivacco Marussich, presso Sella Grubia dove ci siamo riposati, abbiamo incontrato altri escursionisti (prima nemmeno l’ombra) e abbiamo visto un gruppo di bellissimi stambecchi, scoprendo che quel verso che sentivamo da sotto, non un rapace ma erano loro. Siamo in un paesaggio lunare, dopo la pausa pranzo proseguiamo verso il Rifugio Giuliani, per prenderci un caffè. Facciamo un’attraversata in quota, sui 2000 bellissima! Passiamo sotto la vetta del Canin, che si trova a 2500 m circa, sarebbe bello arrivarci attraverso la ferrata Julia. Arrivati al rifugio Giuliani siamo meravigliati, immaginiamo di soggiornare li, chiediamo informazioni, ma è ora di riprendere il cammino, passiamo sotto la parete del maestoso Bila Pec, dove si possono ammirare le vie di arrampicata, ed una sorpresa che rimarrà tale… Il sentiero principale che scende verso valle è ben segnato, ma io avevo la traccia che mi ha mandato la GAE di Grado, volevo fare lo stesso giro che potete leggere nei dettagli qui. La seguo pensando che il percorso fosse più interessante. Ora posso dire che questo pezzo lo sconsiglio i segni ad un certo punto si perdono nel bosco, e uscirne fuori non è banale, bisogna muoversi tra faggi, scavalcando tronchi abbattuti e soprattutto cercando di evitare le zone che non portano a valle ma finiscono su salti, pareti esposte o zone inaccessibili. Consiglio quindi di scendere per il Sentiero 635 ben segnato, parte del sentiero Italia, come poi mi è stato suggerito. Tornati in rifugio faccio quattro chiacchiere con un signore, che la moglie del gestore mi ha indicato come esperto. Un Triestino che molto gentilmente mi ha fatto una skyline di tutta la catena del Canin e del Montasio, indicandomi dei bellissimi giri da fare in futuro, come la ferrata Julia o la ferrata di cresta sul Montasio. Il futuro si vedrà! ora vado a farmi una doccia che ci aspetta la signora alla Malga! Dopo aver gradito una deliziosa cena facciamo quattro chiacchiere e due risate con dei simpaticissimi signori di Lucca, Luca e Anna, mi bevo un grappino e ci andiamo a riposare, dal momento che stiamo concludendo la prima parte del viaggio e il giorno dopo saremmo partiti per Lubiana.

Parte seconda: Lubiana

Facciamo un giro in macchina presso il Lago di Bled, ma non vogliamo “perdere” troppo tempo, ci dirigiamo a Lubiana, dove abbiamo prenotato una stanza in un appartamento con due bagni e la cucina condivisa, tutto molto grazioso e pulito. La signora è molto gentile e disponibile nonché dotata di un certo umorismo, un posto che consiglio Isabella Rooms. Scarichiamo le bici dalla macchina, abbiamo buona parte del pomeriggio quindi ci avviamo verso il centro…. Visitiamo le strade principali, i ponti più belli; la vita, i bar, il passaggio su Triple Bridge e sulle sponde del fiume, è davvero stuzzicante. Successivamente siamo andati a fare una passeggiata al castello, posto su un colle a circa 150 mdi altezza nel centro della città. Il giorno dopo decidiamo di andare a fare un giro presso il Tivoli Park, limitrofo al centro, così possiamo ancora godere delle sue meraviglie. Non ci siamo fatti sfuggire la passeggiata al mercato, dove abbiamo comprato un’ottima salsa all’aglio. Lubiana è una città molto carina, piccola ma europea, di elegante stile austroungarico, tranquilla ma brulicante di bar all’aperto, artisti di strada, giardini con tavolini e poltrone davanti ai numerosi musei nei quali lavorano per lo più giovani. Non saremo noi a descrivere i monumenti ed i posti che si possono visitare, dico solo che merita una visita e che in un paio di giorni si vede davvero tutto, si gira bene in bicicletta anche perché ci sono diverse piste ciclabili, anche se ormai la segnaletica orizzontale si fa fatica a leggere, gli automobilisti sono molto rispettosi e danno la precedenza ai ciclisti analogamente a quanto ho visto fare in città come Copenaghen. Abbiamo anche trovato il tempo per andare a visitare il museo di arte internazionale e la bellissima mostra di Robert Capa!

Lubiana è una città con una certa cura ambientale, con molti spazi verdi con panchine, ed è molto pulita, infatti anche i contenitori di differenziata che si trovano in ogni isolato sono ordinati e discreti, in metallo, colorati e con le scritte in inglese.  È possibile fare rifornimento di metano self service tramite carta di credito, anche se soprattutto durante la mattina è presente un operatore che offre assistenza. Inoltre lungo la strada si possono vedere auto elettriche e stazioni energetiche per poterle ricaricare. Per chi ama il jazz c’è un Jazz Club vicino al museo di arte internazionale, un bellissimo giardino dove si può bere un’ottima birra ed ascoltare del buon jazz, rimanendo in centro ma allontanandosi dalle vie principali si può scoprire un quartiere molto particolare, colorato e pittoresco,  si tratta di Metelkova, in cui se si è fortunati si può sentire un buon concerto. Noi abbiamo fatto due passi, la musica non ci ispirava così siamo andati a sentire un po’ di buon jazz. Stiamo per concludere anche questa seconda parte del nostro viaggio, il giorno dopo saremmo partiti per raggiungere il sud dell’Istria.

Parte terza: il parco naturale di kamenjak

Dopo una buona colazione carichiamo tutto in macchina e si parte, attraversiamo le campagne slovene per raggiungere la Croazia, decido di fare la strada che passa per il centro dell’Istria poco più lunga ma avremmo visto un panorama nuovo. Arriviamo a Premantura e cerchiamo una sistemazione, non avevamo prenotato e gli appartamenti non erano più disponibili però anche questa volta non ci va male, troviamo una camera con bagno e disponiamo di un frigo posto nello spazio comune, per tenere frutta e verdura al fresco. Siamo sempre nel primo pomeriggio, quindi saltiamo in bici con l’idea di andare a mettere il naso (per non dire qualcos’altro) a bagno! Dopo il trekking e i giri in bici in città la voglia di mare si faceva sentire. Consci del fatto che sarebbe stata una toccata e fuga, il parco naturale del Kamenjak lo avremmo girato il giorno dopo. La signora dell’appartamento ci dice che dopo la sbarra la prima cala a destra (cioè verso ovest) è già bellissima. si trattava di Penizule (essendo un’unica baia non riporto il gpx come farò per i giorni successivi), qualche minuto di incertezza ad imboccare la strada giusta, arriviamo allo stradone bianco principale ed ecco un cartello che segna i vari posti…  In effetti è fantastica! enormi rocce calcaree sul mare, mi tuffo in quell’acqua blu, siamo meravigliati da ciò che ci circonda. Il secondo giorno ci svegliamo e dopo una sana colazione fatta da noi: la Gio yogurt e cereali io paste calde appena prese al forno, caffè in piazza grazie al nostro fornellino, si sale in sella e si va ad esplorare il parco partendo dalla costa Est (avevo letto che fosse meno interessante ma non potevamo saltarla totalmente) così siamo andati a Drazice, è di facile accesso, non presenta scogliere ma spiagge di ghiaia, c’è anche la possibilità di affittare canoe, gommoni e come tutta la costa est è l’ideale per le famiglie, anche se con attenzione possono accedere anche alle altre zone più interessanti. Dopo un paio di baie e di ore ci spostiamo più a sud, visitiamo e facciamo pausa pranzo a Debeljak, poi decidiamo di andare nella costa sud! La cosa si fa più interessante, arriviamo in un posto meraviglioso! una caletta con un acqua verde, blu, limpidissima! Rimango davvero meravigliato, si tratta di Mikula Drazica dove ci fermiamo per un poco, (mi scuso se non si leggono bene le spiagge sulla mappa ma potete trovarla e scaricarla su google).

Mappa Kamenjak

Siccome siamo in esplorazione proseguiamo per andare a vedere una caletta nel sud della costa ovest ancora uno spettacolo, siamo a Toreta Radovica, ne avevamo visto una foto in un ufficio del turismo a Premantura, non faccio una polemica ma nessuno è stato in grado di darci delle info su quali posti vedere, anche per questa ragione scrivo questo report, qui la traccia gpx. Il terzo giorno decidiamo di rimanere nel parco naturale fino alle 16 per poi andare a visitare Pola, quindi facciamo una giornata più rilassante, ci dirigiamo subito nella costa ovest per riprendere proprio da dove la sera eravamo rimasti, arriviamo così alla deliziosa baia di Plovanije, un mare sempre favoloso, con una pineta che ci ha offerto un bellissimo fresco nelle ore più calde per rilassarci e leggere un poco. Il bar raggiungibile con una spettacolare camminata su comodo e panoramico sentiero a Njive poco più a sud, è davvero delizioso, ho mangiato un panino con i civapcici squisito! Birra e via! Si sta troppo bene quindi sono quasi le 17 quando rientriamo al campo base, ecco il gpx. Di Pola non dico nulla, se non che è molto bella, per la sua arena romana, e gli influssi veneziani dei palazzi, sicuramente merita una visita, ma meglio cenare fuori dal centro. Veniamo all’ultimo giorno, dopo la nostra solita colazione, partiamo per esplorare quello che ancora ci manca di quel paradiso che è il Kamenjak! Ci dirigiamo verso Sud dove raggiungiamo Velika Kolombarica un posto spettacolare! forse il più bello in assoluto, un’enorme parete di roccia a picco sul mare da cui giovani impavidi si tuffano, nel mare subito dietro la costa vi è un enorme masso, che sembra essersi staccato dalla falesia in tempi antichi come probabilmente è successo. Chiudiamo le bici e scendiamo verso il mare, nuotiamo per andare ad esplorare questo meraviglioso posto anche via acqua, per quanto è possibile farlo a nuoto. Arriviamo nella cala proprio in cui le persone si tuffano dall’alto, faccio qualche tuffo (da in basso ovvio) anche io. Saliamo sull’enorme masso, dal quale si vedono persone che arrampicano nella falesia, insomma questo posto è un mix di MTB, nuoto, arrampicata, trekking, uno spettacolo!!! Con calma usciamo dall’acqua e ci rilassiamo un poco. Dopo qualche ora ci spostiamo sempre a sud per andare a vedere il famoso safari bar, molto caratteristico e carino, il mare è sempre bello c’è però troppa confusione ci diciamo: “qui rimaniamo poco”, ma dovevamo ancora buttarci in acqua fare una seconda nuotata per scoprire le bellissime grotte che la falesia concede ai suoi visitatori. Così siamo entrati nella prima grotta, di facile accesso, inutile dire che è bellissima, dopo una pausa ci tuffiamo di nuovo e ancora si nuota… Decidiamo in fine di andare a passare le ultime ore del pomeriggio nella zona della pineta e del Bar di Njive dal momento che lo avevamo apprezzato davvero tanto. Non abbiamo sbagliato, ci siamo concessi una birra e delle olive in santa pace, abbiamo poi raggiunto la zona di Plovanije, facendo in bici il bellissimo e comodo sentiero che il giorno prima avevamo fatto a piedi, ci siamo rilassati e abbiamo fatto l’ennesima nuotata fino al molo dove c’erano dei ragazzi che si tuffavano, così visto che ormai ci avevo preso gusto mi sono divertito anche io a fare qualche tuffo, di certo non le capriole ma mi ha gustato un casino. Al tramonto siamo ripartiti, e siamo passati per la fattoria, era troppo bello non fermarsi, così abbiamo ordinato un piatto di civapcici e ovviamente una birra! alla cassa dopo due battute il barista ci ha anche offerto un’ottima grappa! Poche volte nella vita sono stato così contento di essere esattamente dove ero, davvero molto bello, qui la traccia dell’ultimo giro. 

La conclusione è ovvia, è stata una bellissima vacanza, abbiamo deciso di scrivere queste righe perché come avete potuto leggere la componente escursionistica, a piedi ed in bicicletta, è centrale in questo viaggio.

Alle prossime Avventure!

GANA & GIO