Da Fonte Avellana alla Vetta del Catria per il Cesano e la Balza degli Spicchi

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In questo luglio 2017 fa caldo! fa molto caldo! ma le previsioni annunciano un calo termico, quindi decido di fare un bel Trek, come sempre penso e preparo il giro come fa ogni escursionista prima dell’escursione: si studiano le carte, si calcola bene il percorso, eventuali vie di fuga, si prendono informazioni sulle condizioni del posto, ecc.  Visto che a camminare con me vengono soprattutto gli amici, a volte mi piace offrire a me! così come spesso mi piace andare a fare escursioni in amicizia, non ho mai parlato di come tutto è iniziato e proprio ora mi viene in mente di scrivere un articolo, quindi non mi perdo in chiacchiere e passo subito a descrivere l’escursione.

Partiamo dal monastero di Fonte Avellana per andare a prendere un  vecchio sentiero IGM che costeggia il Cesano, dove anni fa sono andato con il mio amico Luca Gemignani e altri amici. Camminiamo dentro il torrente secco, lasciamo e riprendiamo più volte il sentiero fino a fare un “dritto” per tornare sulla strada maestra! 

Passiamo sotto la maestosa balza dell’aquila per poi procedere verso pian d’ortica, dove affrontiamo il pendio che ci porta dritti alla balza degli spicchi. Più salivamo più il vento si faceva sentire, quindi stiamo ben attenti a dove mettere i piedi, visto che il giro presenta in diversi punti sentieri stretti ed esposti, lo dico subito è un giro che va fatto nelle giornate e nella stagione propizie.

Arrivati alla bellissima Balza degli spicchi affrontiamo i passaggi più insidiosi per raggiungere le meravigliose creste che ci porteranno in vetta al Catria. Gli amici più stanchi, visto che il dislivello guadagnato era già sopra i 1000 metri, rimangono in basso e ci ricompattiamo dopo.

Il vento che c’era in vetta era davvero fastidioso, a detta di Gianluca, un amico che vola col parapendio, all’orecchio lo stimava anche di 60 Km/h, io non so come si stimi il vento ad orecchio ma di sicuro prima o poi mi informerò meglio.  Sotto la croce alzando la testa al cielo sembrava quasi che la croce si spostasse e ci venisse addosso, erano ovviamente le nuvole a spostarsi ma l’effetto era davvero straordinario, avevo anche un senso di nausea (strano non l’ho accusato sui Breithorn a 4165 m e le nuvole del Catria me lo hanno fatto venire li). Facciamo qualche foto, ammiriamo il paesaggio come sempre spettacolare, cominciamo a scendere e dopo esserci ricompattati con gli altri amici ed aver fatto una veloce pausa pranzo,  andiamo a prendere il sentiero 200 che ci riconduce al monastero.