Da Fonte Avellana a Sitria: escursionismo tra natura e cultura

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ll Monastero di Fonte Avellana è situato alle pendici del monte Catria (1701 m.) a 700 metri sul livello del mare. Le sue origini si collocano alla fine del X secolo, intorno al 980, quando alcuni eremiti scelsero di costruire le prime celle di un eremo che nel corso dei secoli diventerà l’attuale monastero. Zona in cui vi era una fonte di acqua e delle piante di avellana, da cui il nome. La spiritualità di questi eremiti fu influenzata da San Romualdo di Ravenna, padre della Congregazione benedettina camaldolese. Egli visse e operò fra il X e l’XI secolo in zone vicinissime a Fonte Avellana, quali Sitria, il monte Petrano, e San Vincenzo al Furlo. Inizialmente i monaci erano avellaniti, ma poi confluirono nei camaldolesi. Altri Religiosi di straordinaria importanza teologica e spirituale sono passati per il monastero, non possiamo di certo non menzionare  San Pier Damiani. Sembrerebbe che anche il sommo poeta, Dante abbia soggiornato per un breve periodo in quelle mura. Il monastero è infatti citato nella divina commedia. Per approfondimenti ne consiglio lo studio attraverso libri o siti più specialistici, oltre una visita con Graziano.

Domenica è stata una bellissima escursione con visita, inaspettata, all’abbazia di Sitria ed organizzata al monastero di Fonte Avellana, su Sitria e San Romualdo ne abbiamo parlato due anni fa quando abbiamo fatto la visita guidata a Sitria, puoi leggere qui.

Siamo partiti da Fonte Avellana e attraverso la Costa Calecchie, sotto la balza dell’aquila e il bellissimo piano S. Angelo abbiamo raggiunto Sitria, dove ci siamo fermati per pranzare e riempire le borracce. Mentre ci stavamo mettendo di nuovo in cammino, Betta ha fermato tutti! abbiamo avuto la fortuna che stava arrivando il custode ad aprire l’abbazia, così abbiamo potuto visitare Sitria. Scoprendo poi che quel signore era il padre di Graziano, colui che ci aspettava per la visita guidata a Fonte Avellana. Usciti dall’abazia Siamo saliti sul Monte prati di Nocria, poi attraverso tracce poco battute abbiamo navigato a vista, verso il monastero del nocciolo.

Il gruppo, seppure numeroso, era molto ben armonizzato! una bellissima escursione di 14 Km e 900 m di dislivello, tra crinali, prati e bosco! Graziano è stato favoloso come sempre, per chi volesse saperne di più sul monastero ne consiglio una visita guidata, trovate tutte le informazioni sul sito.

Prima o poi organizzeremo una gita con pernotto presso il monastero! così’ per vivere qualche ora meditava, e mangiare insieme ai monaci. A proposito di mangiare anche la piadina e il vino rosso che abbiamo consumato al bar del monastero, sono stati deliziosi, soprattutto perché gustati in ottima compagnia. Dirò di più! anche il viaggio in auto di ritorno è stato uno s-passo: risate a crepapelle!

Che dire? viva l’escursionismo, viva il gruppo, viva i nostri luoghi: meravigliosi sotto il punto di vista naturalistico-paesaggistico ma anche storico-artistico.

 

GANA