Comunicazioni di emergenza in montagna

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La Montagna, come ben sappiamo, è un ambiente ostile in quanto presenta precipizi, gole, orridi, ecc.. Non ci si pensa abbastanza, ma una banale storta, che ti impedisca di camminare, se capita in città non presenta particolari rischi per la propria vita ma in montagna si! una banale storta se dovesse succedere in cima una vetta o peggio in una gola, riuscire a tornare alla macchina è molto difficile se non impossibile. Ecco che può nasce la necessità di contattare il soccorso alpino che possa recuperarci, in caso di bisogno il mio consiglio è di non improvvisarsi troppo nel fai da te: vado li, vado la, proviamo così ecc., se si riesce a cavarsela da soli, senza prendersi inutili rischi, bene altrimenti va chiamato il soccorso alpino, che sono specializzati in questo genere di cose. La prima cosa ovvia è che non è bene andare in montagna da soli, perché oltre ad un aiuto fisico ed un incoraggiamento psicologico, un compagno (non infortunato) potrà muoversi per la ricerca di soccorso, che si tratti di raggiungere un rifugio o di spostarsi dove c’è copertura telefonica. Ad oggi non vi è cosa più sicura che si possa fare.

Come fare per chiamare un eventuale soccorso? lo smartphone è uno strumento che abbiamo sempre con noi,  cerchiamo di avere nello zaino anche un power bank (ricarica esterna) visto che lo usiamo per telefonare, controllare gli ultimi post, fare foto, GPS… Di sicuro è il miglior, se non l’unico, strumento per chiamare i soccorsi, ricordate sempre di fare il 112 o 118 (ancora attivo in alcune zone) e chiedere espressamente del soccorso alpino! per un approfondimento leggere qui. Farà ridere ma non sono pochi i casi in cui chiamando il 118 l’ambulanza non arriva sul monte nevoso ma in via monte nevoso in città, oppure arriva nel luogo esatto ma non sono gli uomini del soccorso, va quindi esplicitato il fatto che ci si trova in ambiente impervio e si necessita del soccorso alpino. Una volta al telefono si tratta di rispondere alle loro domande, che se possono sembrare banali specie quando si è infortunati, a loro servono per organizzare al meglio l’intervento. Il problema è che spesso in montagna il telefono non prende! La cosa più importante l’abbiamo già detta: uno dei compagni si sposta cercando un luogo in cui vi è copertura, se per esempio siamo in un impluvio sarà bene risalire fino a raggiungere una zona più aperta. Possiamo anche provare a spegnere e riaccendere il telefono (non va digitato il pin ma direttamente il 118), la speranza è di poter usare altri gestori che magari hanno copertura. Un’altra  possibilità di comunicazione ci è data dalle radio, in particolare dal progetto Rete Radio Montana, detto in due parole si tratta di un progetto per aumentare la sicurezza in montagna per mezzo della comunicazione radio, ognuno di noi si può dotare di una radio (costa poche decine di euro e non richiede il patentino), iscriversi nel sito al fine di ottenere un identificativo e far parte della rete. Quindi si può chiamare o ricevere una chiamata (va da se che si può anche essere di aiuto ad altri) sul canale 8.16 dedicato alla sicurezza in montagna, per saperne di più visitare il loro sito. Questo progetto è molto interessante, agli ideatori va tutta la mia stima, però i limiti sono enormi, tanto da rendere questo progetto pochissimo utile al fine di avere una sicurezze reale, almeno nelle nostre zone, per un’ eventuale chiamata di soccorso! I grossi limiti sono dati dalla scarsa potenza di queste radio, dal fatto che gli utenti sono ancora pochi, ma il limite più importante (anche perché non è superabile) è dato dalla barriera orografica! Nelle regioni dove gli utenti sono molti non è difficile riuscire a contattare altri utenti dotati di radio,  però nelle nostre zone la cosa è tutt’altro che semplice. Sarebbe bene che noi Marchigiani, frequentatori dell’appennino centrale, ci dotassimo tutti una radio. Però il limite più grande è la portata ottica! significa che risentono dei limiti orografici della montagna, quindi se ci si trova in una vetta è relativamente facile contattare un utente che si trova su un’altra vetta, ma se si trovasse in una valle, in un canale, o dall’altra parte del monte, la comunicazione è praticamente impossibile. Il Team di RRM consapevole di tutti questi limiti sta già lavorando ad un progetto di potenziamento o meglio si tratterebbe di una rivoluzione, l’idea è di dotarsi di apparati VHF, che possono lanciare l’allarme via GPS e ponti radio, ma questo appartiene al futuro stiamo a vedere come evolve e ne parleremo più avanti. Attenzione con questo non voglio scoraggiare a dotarsi di una radio! una possibilità in più, anche se remota, è sempre bene averla! io sono iscritto alla rete, ho anche organizzato un corso di aggiornamento AIGAE per formare le guide e diffondere la conoscenza del progetto RRM. Inoltre le radio possono essere utili anche per scambiarsi informazioni sullo stato dei sentieri, sul meteo ed è sempre un piacere fare due chiacchiere con altri utenti che si trovano in montagna, ma è importante lasciare presto il canale libero per eventuali emergenze. Ad esempio di quanto detto potete leggere il mio articolo sull’escursione avventurosa nei sibillini dove ho riportato il contatto con kilo 53. Ma torniamo a noi, torniamo a parlare di una chiamata di soccorso, potremmo trovarci con il cellulare che non prende e la radio che non contatta nessuno, cosa non così remota! ovvio che il nostro compagno, se non siamo soli, può muoversi a cercare copertura cellulare e magari con la radio anche qualcuno che è in zona a cui si chiede (se si trova dove c’è copertura telefonica) di mandare il soccorso nella zona in cui si trova l’infortunato. Ovviamente è fondamentale sapere dove ci si trova, almeno la zona, ma sarebbe bene essere in grado di ricavare le coordinate esatte in cui si è usando lo smartphone o un GPS, ma anche saperle ricavare dalla carta (carta e bussolo sempre nello zaino), di questo semmai ne parleremo in un altro articolo. Siamo soli, non possiamo camminare, lo smartphone non prende, sul canale 8.16 non c’è segnale di vita, prima di arrenderci abbiamo ancora qualche cosa da fare, che magari potrà aiutarci, che ci terrà impegnati e non ci permetterà di abbandonarci alla disperazione! sto parlando dei Segnali di Emergenza Internazionali, chiamata di soccorso: Emettere 6 segnali acustici od ottici al minuto (un segnale ogni 10 secondi), un minuto di intervallo. Risposta di soccorso: Emettere 3 segnali acustici od ottici al minuto (un segnale ogni 20 secondi), un minuto di intervallo. Quindi nello zaino è bene tenere anche un semplice fischietto, oltre la coperta termica! ricordate in caso di sosta prolungata il freddo gioca brutti scherzi, avere sempre una riserva di cibo, bevande, abbigliamento. Ricordo che oltre tutto questo va lasciato detto a qualcuno a casa che giro si intende fare, specie se si è da soli! in modo che se per un certa ora la persona non vi sente o non vi vede tornare possa chiamare il soccorso ed informarlo del giro che stavate facendo.

In conclusione una buona cosa è leggere le relazioni delle gite spesso ci sono informazioni su quale gestore ha più campo in una determinata zona, oppure chiedere informazioni, così come lo si chiede sullo stato dei sentieri, a chi conosce il posto. Se però volete avere la certezza di poter avvisare i soccorsi in qualunque parte del mondo vi troviate, la cosa migliore è affidarvi ad un GPS satellitare come Garmin inReach, che si appoggia alla rete Iridium, l’unica in grado di garantire la copertura totale e ininterrotta del 100% della superficie terrestre.

GANA