Casentino Magico

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Forse era una premunizione aver intitolato “Casentino magico” il nostro weekend dell’immacolata o forse no! Di sicuro sono stati due giorni magici! Grazie alla neve che ha creato l’atmosfera giusta, sia per i boschi ricoperti da una coltre bianca, come nelle fiabe, che per  l’aver camminato sotto i fiocchi…

Siamo partiti sabato 9 per raggiungere Badia Prataglia, dapprima abbiamo fatto una visita al “grande albero” ossia la sequoia (Sequoia sempervirens) presso l’arboreto  più antico d’Italia realizzato da Carlo Siemoni nel 1846. La sequoia è un albero originario dell’America settentrionale con un tronco bello grosso e con i caratteristici rami arcuati. Abbiamo poi proseguito il nostro giro verso il capanno, il passo dei Fangacci attraversando faggete ed abetine fino a raggiungere la cima del monete Penna. Abbiamo attraversato diversi fossi, le condizioni del territorio e la scelta del percorso ce lo hanno permesso! Bello anche l’incontro, sul sentiero che porta alla vetta del Penna, con Apo e gli altri amici escursionisti. Il ritorno lo abbiamo fatto risalendo il crinale verso il passo Crocina, uno spettacolo unico! la faggeta innevata, certo abbiamo faticato un po’ di più ma ne è valsa la pena anzi la penna! Il gruppo davvero unito ed armonico, HAAAaaAAA ,HaaaAAAAAAAAAA ogni tanto si sentiva da lontano che fossero echi di strani esseri che popolano quei boschi….

Finita l’escursione siamo andati a Casa Santicchio, dove ci siamo riLessati nel percorso finlandese: vasca con acqua calda e sauna, chiacchiere, scherzi e vino! Anche nel nostro momento di relax in vasca il meteo è stato clemente, non solo perché ci ha permesso di godere del bagno ma anche del cielo stellato. Inutile dire che la cena preparata dai ragazzi del rifugio era squisita, un grazie a Laura e Marzio. Ci siamo poi rilassati davanti al camino, con Danilo e Ciprian abbiamo fatto le chiacchiere fino a quasi mezza notte.

il secondo giorno, dopo la colazione ed i preparativi, ci siamo trasferiti in auto presso Beccia, da cui abbiamo iniziato la nostra escursione: la foresta della ghiacciaia, non siamo saliti sulla vetta del Penna (si un altro monte penna) visto che eravamo stanchi dal giorno prima ma soprattutto perché le previsioni davano peggioramento nelle prime ore del pomeriggio. Così dopo il bellissimo giro nel bosco, attraverso faggi, abeti, aceri ed enormi massi siamo andati a visitare il Santuario di La Verna. Abbiamo di nuovo incontrato gli amici come era prevedibile, visto che avrebbero fatto anche loro il giro simile al nostro. Abbiamo mangiato un panino e ci siamo mossi per ritornare alle macchine. Non solo nevicava ma si stava creando una piccola bufere di neve, Danilo guardando verso il monte ha detto: “per fortuna che non ci troviamo lassù adesso”,  giro la testa ed in effetti le condizioni si stavano facendo serie, abbiamo fatto bene a scegliere di accorciare il giro: il vento, la stanchezza e la scarsa visibilità non ci avrebbero reso la vita facile! Scusate se insisto su questo punto, ma la sicurezza prima di tutto! Con un gruppo numeroso dobbiamo sempre scegliere la soluzione più semplice, meglio essere delusi da un giro poco impegnativo piuttosto che trovarsi in condizioni difficili. Durante il viaggio di ritorno leggo che due escursionisti sono scivolati a causa del ghiaccio nelle Alpi Apuane, il giorno dopo leggo che uno dei due non ce l’ha fatta.

 

GANA